Le donne raccontano Sinisgalli a 31 anni dalla morte

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E’ un ricordo vivo misto a commozione quello che Mariolina Robilotta, originaria di Montemurro e già insegnate di Lettere presso il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza, ha voluto dedicare al suo conterraneo ed amico Leonardo Sinisgalli. Un ricordo che, a 31 anni dalla sua scomparsa, ha narrato la grandezza di un uomo dalla vita straordinaria vissuta tra i successi e i mille interessi. E tutto questo alle amiche della FIDAPA che hanno affollato, proprio lo scorso 31 gennaio, la Sala del Campanile di Palazzo Loffredo di Potenza.

Nella serata la professoressa ha messo in luce aspetti inediti di quello che è stato amico fraterno del padre e a che a lei ha influenzato notevolmente la formazione culturale. A cominciare da quella umanistica precocemente appresa grazie a Sinisgalli che le parlava di Ungaretti, Quasimodo, Scipione e di altri grandi della letteratura del ‘900 con i quali il poeta era legato da profonda amicizia e stima. Li conosceva tutti e a tutti elargiva i suoi benevoli o temerari giudizi senza curarsi minimamente delle conseguenze. Per nulla diplomatico e forte di un’indiscutibile onestà intellettuale, Sinisgalli diceva sempre quello che pensava e a modo suo suscitando comprensibili antipatie da parte di chi, come Montale, Moravia e Pasolini, non gradivano critiche così “vigorose”. Questo era il lato poco piacevole di un carattere non cattivo ma intransigente che non ammetteva approssimazioni e cose fatte male. Del resto era uomo della Lucania che, come da lui stesso descritto in una poesia, non è mai soddisfatto del suo operato. Dotato di un genio non comune Leonardo Sinisgalli costruisce il suo successo passo dopo passo lontano dai poteri forti e da Montemurro la cui partenza, ci dice Mariolina, fu vissuta come un incancellabile “strappo”. Si laurea a Roma in Ingegneria dando corso alla innata passione per i numeri, entra nel gruppo di matematici e fisici di via Panisperna, ma se ne allontana poiché folgorato da una nuova passione che lo avvicinerà per sempre alle parole. Queste lo “salvano dall’atomica” e lo immortalano in mirabili prose e poesie. L’arrivo a Milano apre nuovi capitoli della sua carriera. Si misura con successo nell’arte, nel cinema, nel design, nella pubblicità, è parte attiva del boom economico italiano lavorando ad alti livelli nell’Alfa Romeo (inventa il nome della macchina Giulietta), nella Olivetti, nella Bassetti, nell’Ansaldo, nell’Eni per citarne alcune. Nelle vetrine della Galleria “V. Emanuele II” di Milano allestisce uno stile che anticipa di 30 anni la pop art e che denota la sua congenita propensione verso il futuro. Futuro che è presente nelle sue tante pubblicità insieme alla vena poetica. La “Rosa nel calamaio” è un esempio del suo stile pubblicitario. Un’immagine in cui bellezza e praticità si fondono per rievocare il cambiamento dei tempi sempre più tecnologici. Altri aneddoti tornano alla mente di Mariolina. L’ammirazione del poeta per le belle donne (giovani preferibilmente) e il discusso matrimonio con Giorgia, austriaca, colta, giornalista già precedentemente sposata. La sposa nel 1969 e, a quello che fu il suo unico amore, deve la vita. Fu infatti la sua intercessione a salvarlo da un rastrellamento tedesco. La perde nel 1978 a causa di un male incurabile. Ed ancora, i suoi rientri a Montemurro, divenuti più frequenti negli ultimi tempi, dove amava parlare con la gente comune di cose di paese e di fatti del passato. Il poco vissuto rapporto con il papà Vito (sarto, emigrato in America Latina), quello più intenso e silenzioso con la mamma Carmela, e quello anche professionale con il fratello Vincenzo. E via via che il racconto prosegue, l’atmosfera si colora di note poetiche grazie ad alcuni versi selezionati da Mariolina e letti dal marito Alfonso Danza. Poi Gianni Lacorazza, parente di Leonardo Sinisgalli, ha fornito ulteriori ragguagli sulla figura del poeta a cui ha anche dedicato il libro “Meccanima”. In più, ha mostrato alcuni numeri di “Civiltà delle Macchine”, la rivista della Finmeccanca che il poeta-ingegnere fondò e diresse dal 1953 al 1958.  

A conclusione della serata è stato proiettato un video che ripercorre la vita di Leonardo Sinisgalli, realizzato nel 2002 dal Cine Foto Club di Montemurro.

Anna Mollica