Dopo tre decenni Sinisgalli ritorna a casa

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Il suo presagio fu di tre anni o tre secoli. Risultati e prospettive di un trentennale non scontato.

Dopo trenta anni dalla morte, diventa realtà il desiderio che Leonardo Sinisgalli affidò al suo testamento, ovvero che la sua casa natale diventasse un museo, coi suoi libri e le sue cose a disposizione di appassionati e studiosi.

Si chiude così il 2011, l’anno che ha segnato l’avverarsi di questo sogno, anche se non proprio come l’intellettuale di Montemurro aveva immaginato ma con un progetto ben più ampio e articolato. “Ritornerò, fra tre anni o tre secoli, tra raffiche di grandine nel mese di giugno”, era il presagio che ha lasciato scolpito sulla sua tomba, e invece ritorna dopo tre decenni, tra nuove idee e nella speranza che finalmente si sia giunti ad un punto di svolta nelle vicende che riguardano la sua valorizzazione.

Dunque non sarà la casa natale a diventare un museo (come egli auspicò nel testamento) ma il palazzotto di fronte, la casa di famiglia che il padre acquistò e ristrutturò al suo ritorno dall’America e che negli anni è poi finita in eredità alla sorella Anna ed al fratello Vincenzo. Sulla grande casa di famiglia è infatti ricaduta la scelta dell’Amministrazione Comunale di Montemurro che, in virtù di un finanziamento europeo destinato a questo progetto dalla Regione Basilicata, ha trovato l’accordo con i discendenti per l’acquisto dell’immobile e di tutto ciò che in esso è rimasto custodito: dai quadri ai mobili, dai libri ai cimeli di famiglia. Sono circa 300 metri quadri su due livelli, ed in queste settimane sono partiti i lavori di ristrutturazione del piano strada, in attesa di nuovi finanziamenti per rimodernare la cantina.

Intanto, oggi il progetto diventa un risultato concreto che chiude un periodo particolarmente lungo di progettazione delle attività, di recupero delle opere, di costruzione degli organismi e, si spera, di avvio concreto delle iniziative culturali.

Sin dal 2000, quando il Comune di Montemurro, con il contributo della Regione Basilicata e della Provincia di Potenza, fu costretto a rispondere ad un’asta pubblica per recuperare i volumi della biblioteca personale di Sinisgalli, la sua scrivania, la macchina da scrivere Olivetti e il suo ritratto realizzato dalla pittrice conterranea Maria Padula. Una scelta fatta dagli eredi a cui le istituzioni dovettero adeguarsi per non disperdere il patrimonio sinisgalliano. Il 2001, invece, nel ventennale della morte, la scelta di celebrazione fu un solo grande evento a Montemurro a cui partecipò Vittorio Sgarbi. Una scelta sicuramente onerosa che però non lasciò molto di concreto, nonostante le speranze che a quell’appuntamento erano state affidate.

Qualcosa di concreto cominciò ad intravedersi nel 2006. Il 31 gennaio di quell’anno fu celebrato il 25esimo dalla morte con la sottoscrizione ufficiale del protocollo d’intesa tra Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Fondazione Banco Napoli e Comune di Montemurro per l’istituzione della Fondazione Sinisgalli. Cambiò la filosofia: non più singoli eventi mediatici ma l’avvio di un percorso che avrebbe dovuto portare ad un organismo stabile e strutturato sotto l’egida delle istituzioni. Così si arrivò al 2008, anno del centenario della nascita dell’ingegnere-poeta, quando avvenne la firma definitiva dell’atto di costituzione della Fondazione a cui, negli anni successivi, ha seguito la nomina degli organismi dirigenti, avvenuta nel 2010.

Nel corso del 2011, in realtà l’azione della Fondazione è stata orientata più all’organizzazione interna che alle attività di celebrazione del trentennale, e Sinisgalli avrebbe rischiato di non trovare in questo anno il dovuto tributo. Invece si è data l’opportunità della coincidenza con un altro avvenimento, i 150 anni dell’Unità d’Italia, e l’azione del Comitato che la Regione Basilicata aveva istituito per l’occasione, il cui lavoro ha consentito la partecipazione alla mostra “Regioni e testimonianze d’Italia”, a cui la Basilicata si è presentata con Leonardo Sinisgalli quale figura simbolo della cultura lucana. Una scelta importante, che ha rotto con eredità del passato e che ha consentito una lettura nuova dell’identità regionale.

Un trentennale celebrato anche con il solito interesse di studiosi, appassionati e studenti che, attraverso le continue pubblicazioni e le tesi di laurea confermano come Sinisgalli sia sempre più uno stimolo costante a ricercare e produrre cultura, più di qualunque altro personaggio della cultura lucana.

Infine questo sito, un omaggio dell’associazione Lucanianet.it che oggi tende a rappresentare un canale di divulgazione che va arricchendosi sempre più nonostante sia in vita da soli due mesi.

Ma la casa sarà la novità più importante e la partenza dei lavori di ristrutturazione sicuramente rappresenta la principale azione che il 2011 ha portato alla causa sinisgalliana. L’Amministrazione Comunale la consegnerà alle cure della Fondazione, che vi si insedierà non solo con l’incarico di gestire il patrimonio quasi completo dell’intellettuale, da esporre in un museo permanente, ma anche di rendere questo spazio un luogo di attività e di nuove frontiere della modernità tecnologica. Senza fossilizzarsi solo su azioni scontate e prevedibili; come non scontato e imprevedibile è stato, di fatto, questo trentennale, in cui qualche importante tributo è giunto protagonisti inattesi.

Nel suo testamento, Sinisgalli aveva chiesto solo un museo ma sarebbe un bel risultato, per una volta, andare oltre il suo sogno, e guardare più lontano del suo sguardo visionario.

(Gianni Lacorazza)