Leonardo Sinisgalli, personaggio simbolo della Basilicata alla mostra delle Regioni a Roma

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Il 2011 un anno davvero particolare per Montemurro. La ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con il protagonismo che nel Risorgimento lucano ha avuto Giacinto Albini, fa il paio con un’altra ricorrenza importante: quella dei trent’anni dalla morte di Leonardo Sinisgalli.

 

Due personaggi della storia e della cultura regionale che occupano nel panorama regionale uno spazio imponente in proporzione alle dimensioni di quello che oggi è un piccolo borgo dell’Appennino lucano il quale, dopo aver vissuto nei secoli passati i fasti e la grandezza di una floridezza economica di primo piano, oggi vive le stesse problematiche di tantissimi altri piccoli  centri alle prese con le difficoltà del presente.

Due personaggi della Basilicata di ieri che Montemurro vuole ricordare senza cedere alla mera retorica celebrativa ma provando a trasformare questa ricchezza proveniente dal passato in uno stimolo per costruire opportunità da rendere fruibili oggi e per provare ad immaginare un futuro poggiato proprio su quelle risorse che ci rendono unici, che resistono alle concorrenze della globalizzazione, che possono permettere a Montemurro come a tanti altri paesi pieni di storia e di identità, di costruirsi almeno una speranza.

Per questo le iniziative relative al 150esimo dell’Unità d’Italia ci hanno visti concordi con la Regione Basilicata e con il Comitato regionale nel programmare azioni congiunte, come quella dello scorso 7 settembre 2010 (data che ricordava la nomina di Albini a primo Governatore della Provincia di Basilicata da parte di Garibaldi) che il Comune ha voluto far coincidere con l’istituzione di un centro studi finalizzato a divenire luogo di approfondimento e ricerca sulla storia non solo risorgimentale.

Lo stesso si sta provando a fare con la figura di Leonardo Sinisgalli, ed ancora una volta la sinergia con le istituzioni sovracomunali sta consentendo di dare respiro e prospettiva alla nostra filosofia.

A trent’anni dalla sua morte, infatti, quest’anno saremo in grado di raccogliere alcuni dei risultati inseguiti da tempo, con un percorso difficile e articolato di costruzione di un progetto intorno ad una delle figure più affascinanti del ‘900 italiano. La Fondazione Sinisgalli, istituita insieme a Regione, Provincia di Potenza e Fondazione Banco Napoli, ha finalmente i suoi organismi direttivi, il definitivo riconoscimento giuridico  e una prima dotazione di risorse per cominciare ad operare e realizzare i programmi. Ed ora avrà anche un luogo adeguato e autorevole dove realizzare tutto questo, grazie all’acquisto che il Comune farà della casa di famiglia del poeta-ingegnere, portando a compimento una felice collaborazione con la Regione Basilicata per l’utilizzo di finanziamenti europei. Sarà un intero stabile adibito a sede della Fondazione, laboratorio multimediale e museo sinisgalliano grazie al recupero della sua biblioteca romana e di tutti i mobili, libri e opere conservati nella casa montemurrese dal fratello Vincenzo, giornalista e scrittore, custode di gran parte dei segreti di Leonardo.

Ma i trent’anni di Sinisgalli e i 150 anni dell’Unità d’Italia non cammineranno separati in questo 2011 e ancora una volta la cooperazione tra le istituzioni segna un esempio fondamentale di come si può provare a costruire una coerenza identitaria partendo dalle migliori risorse del territorio. Un merito che va alla Regione, al Comitato regionale per le celebrazioni e alla Segreteria scientifica, a cui va anche il sincero ringraziamento di un sindaco di un paese, che coglie il senso storico di tutto ciò. Leonardo Sinisgalli, sarà infatti il personaggio simbolo della Basilicata alla Mostra delle Regioni che si inaugurerà a Roma il prossimo 27 marzo, segnando di fatto un importante (non solo per Montemurro) passaggio epocale nella narrazione dell’identità culturale della Basilicata. Così, dopo trent’anni dal quel 31 gennaio 1981, Sinisgalli viene valorizzato non solo per la sua cifra poetica ma per quella visione di futuro che ne ha caratterizzato l’opera di pubblicitario, di comunicatore, di uomo d’impresa visionario e colto.

La Basilicata si affida a lui per comunicare al mondo che c’è una evoluzione della lucanità che somiglia ad una rivoluzione culturale per una regione costituita da tanti piccoli comuni come Montemurro che, nel bene e nel male, rappresentano l’unica risorsa su cui puntare e investire.

(Fonte: www.comune.montemurro.pz.it)